Salta al contenuto

Figlia di mio padre

27 aprile 2011

Provo ad ignorare le offese personali, provo sempre a sorpassare ogni futile giudizio, ma quando vengo attaccata perchè sono figlia di mio padre davvero non riesco a digerirlo. E non è una questione di famigggghia, non è nemmeno questione di onore, è il principio che mi urta.

I benpensanti del centrodestra gallaratese mi attaccano (ed è la seconda volta pubblicamente) perchè io sono la figlia del presidente dell’ANPI cittadino, e contemporaneamente sono una piccola microscopica esponente della vita politica gallaratese. Pare, a sentirli, che se tuo padre è politicamente impegnato tu debba farti da parte, oppure debba farsi da parte lui. Il qualunquismo e la superficialità, nonchè la poca, pochissima, quantità e qualità di informazioni di cui questa gente dispone infastidisce. Nelle loro teste funziona più o meno così: se sei di sinistra e sei impegnato e tuo padre è anch’egli impegnato politicamente tu sei un cretino indottrinato e irrigimentato. Mentre se sei di destra e sei figlio foss’anche di un evasore fiscale, di un truffaldino o di un ladro di stato, beh “lasciate stare i figli, loro non c’entrano”. Sono sempre stata contraria al nepotismo al contrario, quello secondo cui se hai un cognome noto significa che sei raccomandato. Figuriamoci quando tocca a me, che so quel che vivo, so perchè lo faccio, so quanto impegno ci metto, il fastidio che mi da.

Ebbene sono orgogliosa figlia di degno padre. Sono cresciuta ritenendo la politica un bene comune, da preservare e tutelare; sono cresciuta pensando che la democrazia sia la miglior forma di governo esistente; sono cresciuta nella consapevolezza che ogni mio diritto deriva dalla Costituzione Italiana, che deve essere difesa con forza e determinazione. Sono cresciuta anche credendo che Berlinguer era una persona meravigliosa (ed io mi chiamo Enrica in suo onore) ma non ne capivo fino in fondo il motivo. Sono cresciuta nella consapevolezza che pagare le tasse è bello, che evaderle è delinquenza e non furbizia.

Poi ho studiato, ed ho imparato ancora che Karl Marx è il più grande filosofo economista di ogni tempo e che senza di lui il caro amico capitalismo sarebbe materia oscura; ho anche finalmente capito perchè Berlinguer era una brava persona. Ho imparato che essere partigiani significa stare da una parte, scegliere, esporsi. Ho imparato che tante volte non sono d’accordo con mio padre, ma che le basi che lui mi ha fornito che sono quelle della democrazia, della legalità, della responsabilità, dell’impegno, e della passione, sono state e rimarranno indispensabili per le mie conoscenze future.

Sono figlia di mio padre. Ebbene si

Ancora nessun commento

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.