cemento e altre scelte
Ancora oggi rimango perplessa e stupita quando sento che c’è chi è soddisfatto dei 10 anni di governo Mucci in città. Credo che non mi ci abituerò mai. So bene di vivere in una zona ostile, ci sono cresciuta e so con chi ho a che fare, tuttavia so anche che non riuscirò a farmene una ragione; e mi domando perchè?! perchè la gente si ostina a votare centro-destra quando, senza alcuna necessità di scavare fino in fondo,semplicemente percorrendo in macchina la città possono rendersi conto di quale dissennata politica sia stata attuata?! Cemento, cemento e ancoracemento. l’alternativa? Mattoni e materiali ecosostenibili.
Che poi cosa c’è di ecosostenibile in una casa o in una palazzina di legno o di quel che volete quando essa si sostituisce a un campo verde?!
E poi ci sono anni di dissennata amministrazione Amsc, che riesce ad accumulare più debiti di un multinazionale in fallimento.
E ci sono metodi di condivisione delle decisioni assolutamente verticali, senza alcun reale dialogo. C’è un’amministrazione che dice di voler spiegare il Pgt ai cittadini e poi lo fa in un giorno feriale al pomeriggio quando, in pratica, solo pensionati, studenti e disoccupati possono andare.
E se riesco a comprendere l’inconsapevolezza sui fatti di amsc o delle singole politiche pubbliche attuate; non riesco ad accettare lo sguardo pesante di chi pensa che io sia nel torto perchè sono di sinistra. Lo sguardo di chi, inconsciamente, si fa prendere in giro dalla piazza a pavè e dal museo maga pagato con gli oneri di urbanizzazione. Cosa sono?
In breve, semplificando, significa che io faccio il MaGa e ti faccio vedere quanto sono bravo e quanto ci tengo alla città (così tanto da farti un museo di fama nazionale e internazionale), ma quel museo ti è costato un bel palazzone da 150 appartamenti, oppure ti è costato l’ennesimo centro commerciale (perchè infondo costruire e normale, la gente non ci fa caso e a me “che me frega!”, intanto faccio vedere quante cose faccio per la città).
E’ una questione di scelte, c’è chi ne fa altre, c’è chi sceglie di preservare le proprie peculiarità architettoniche, i propri prati e le proprie culture, senza falsi slogan elettorali. Un esempio
