il marketing virale di Michele Emilano
Bari, Giugno 2009: Il marketing politico serve a sedurre l’elettorato, quello virale serve a catturarlo a catena, tramite la rete informatica, in modo spontaneo e leggero. Non è un’innovazione di Michele Emilano , ma certamente Lui lo ha saputo utilizzare nel migliore dei modi. Si può essere più o meno d’accordo con il fatto che esso funzioni. Per molti studiosi la “pubblicità politica” non serve a molto perché la gran parte dell’elettorato ha già le idee chiare. Si può osservare che lo spostamento di preferenze difficilmente si sposta da una parte all’altra dello schieramento politico. Più spesso lo spostamento avviene all’interno della stessa area. In ogni caso il marketing politico e virale servono, anche solo per convincere chi è in quell’area politica a convergere verso le proprie istanze piuttosto che verso quelle di altri. Anche se oggi giorno il voto è divenuto molto più volatile che in passato, per la gran parte dell’elettorato ancora persiste la stabile fiducia nei confronti di un determinato partito. Tuttavia, personalmente, ritengo che il marketing politico aiuti ad avvicinare il candidato all’elettorato, a renderlo più umano e familiare, e soprattutto a rendere la politica un po’ più apprezzata. Inoltre ed in primo luogo, le strategie pubblicitarie riescono ad indirizzare i messaggi chiave del programma politico, del partito o del candidato, con maggiore facilità e verso un pubblico assai più vasto rispetto ai comizi o alle comparsate in televisione.
Per le amministrative, naturalmente, la pubblicità punta molto sull’immagine del candidato, ma altresì sull’immagine della città. La seconda prevale sulla prima, almeno a Bari.
Michele Emiliano, sindaco uscente, si candida a perseguire il sul ruolo, e lo fa con una serie infinita di pubblicità divertentissime, oltre che con un sito molto ben fatto.
Emiliano ha a sua disposizione un canale youtube (micheleemilianotv) dove vengono caricate, oltre alle riprese dei comizi, anche pubblicità progresso e spot di campagna elettorale.
Gli spot puntano sul cambiamento della città negli ultimi cinque anni, e gli slogan sono “Bari vai avanti” “Bari non torna indietro”. Caratteristiche ed utili sono le comparse di “persone normali” che parlano in dialetto barese (talvolta anche stretto). La scelta dialettale è chiaramente indirizzata a raccogliere il maggior numero di ascoltatori, laddove il dialetto è utilizzato almeno tanto quanto la lingua italiana.
La maggiore innovazione, oltre a quella di aver creato un laboratorio per la creazione di manifesti e spot elettorali da parte di chiunque lo desideri (ma già fatto da altri partiti), è quella di mettere a disposizione una squadra di persone che puliscono muri su chiamata. Spiego meglio: tu vedi un muro sporco, chiami un numero di telefono e vengono a pulirlo; il tutto gentilmente offerto dalla Lista Emiliano. L’obiettivo è RENDERE la città pulita, invece di attaccare manifesti con scritto che si RENDERA’ la città pulita:
lo spot definitivo, quello ufficiale è un ottimo milkshake tra la “baresità” e lo slogan principale “Bari non torna indietro”:
Per quello che riguarda le pubblicità progresso, queste spaziano dai più alti valori morali di cooperazione come “aiutare l’altro” a consigli di civile convivenza come “spagnere il cellulare al cinema”, passando naturalmente per l’istanza ecologica consigliando di utilizzare sacchetti di stoffa per fare la spesa, piuttosto che prendere ogni volta il sacchetto di plastica del supermercato.
Se tutto ciò, anche solo in parte, è servito lo scopriremo solo il 22 giugno.
Rieccomi cara Sinistrata..
Del marketing politico se ne parla poco ma se ne fa un sacco. Tu hai il merito di parlarne.
Può essere davvero un buon strumento di comunicazione, a patto però che non si finisca come col marketing commerciale: valorizzare la marca indipendentemente dal contenuto.
Molti politici oggi non sanno comunicare. Ma non perchè ora c’è internet: Berlinguer era un grande comunicatore ai tempi del ciclostile. Aveva qualcosa da dire, aveva un sistema di valori. Credo che la forza del messaggio dipenda dal suo contenuto prima ancora che dal suo aspetto estetico, anche se sembra il contrario..
Bel Blog, complimenti!
ovviamente! innanzi tutto i contenuti. Tuttavia nelle democrazie avanzate, dove il benessere è diffuso, l’interesse per la politica diminuisce, e quindi c’è bisogno di informare la gente con metodi diretti e possibilmente leggeri. Insomma in Paesi come Usa, Italia, Francia etc etc la maggior parte della popolazione non leggerà mai i programmi di partito, ma si accontenterà di talk show televisivi e cartellonistica. In italia poi, la gente non legge nemmeno i giornali… (ma forse è meglio).