Leggo i giornali, cerco di osservare nel modo più esterno possibile le vicende del Lodo Alfano e tutto ciò che ne consegue. Mi vengono alla mente strani ricordi, (ricordi di studio, non di vita). Leggo, oggi, che è “il tempo dei falchi” (l’Unità), ossia che si fanno più stretti i rapporto Bossi-Berlusconi. Di primo acchitto penso sia solo una strategia politica, così si sente dire in giro da parecchio tempo. D’altronde Bossi ormai ha un consenso straordinario, che non accenna a diminuire. Però, poi, sempre leggendo i giornali, si può osservare che mentre il Premier insulta le istituzioni, attaccando prima la Consulta costituita da giudici di sinistra, che applica un piano politico sovversivo per distruggere Lui, poi il Presidente Napolitano, anch’egli reo di essere noto uomo di estrema sinistra, sovversivo, complice dei giudici della Consulta per attuare insieme chissà quale piano reazionario. Un golpe giuridico! L’altro, tale Umberto Bossi, dice di portare il popolo in piazza. Tutto un popolo che si indigna davanti alla reazione di un gruppetto di toghe rosse che hanno occupato la Consulta. In tutto questo rimane isolato il povero Fini, colpevole, forse, di aver dato troppa fiducia a quell’Ometto venuto da Arcore promettendo potere e giustizia. Fini, forse, aveva pensato che sotto sotto avrebbe potuto agire per controllarlo, per tenerlo buono, pensava forse che non fosse intenzionato a stringere un patto sempre più forte con la Lega Nord, quella Lega seccessionista tanto quanto la cara Alleanza Nazionale era nazionalista.
Ma parliamone di questa Lega Nord, perchè altrimenti non si possono capire i ricorsi storici. Oggi mi viene confermato da una ragazza che si dichiara di estrema destra, e per questo informata dei fatti ed attendibile, la tesi per cui si consiglia ai fascisti di INFILTRARSI nelle organizzazioni democratiche, preparandosi al golpe. Allora ricordo di aver sentito un tal Borghezio suggerire questa strategia politica all’estrema destra francese. Il “leghista” suggeriva ai galli d’oltralpe di fondare un partito spingendo sul territoriale, sulla secessione etc etc. La ragazza mi conferma che parliamo della stessa persona e dello stesso concetto, l’una sbigottita, l’altra sorridente.
Giambattista Vico parlava di corsi e ricorsi storici: ogni civiltà ha un suo corso fondamentalmente progressivo, il quale, giunto al suo apice, si arresta ed entra in crisi. Davanti ad una umanità incapace di crescere e di rinnovarsi, si profila la drammatica prospettiva di quella che Vico chiama la barbarie seconda, che è un ricorso (=un regresso), nel quale si riproducono in larga misura le forme di vita e di comportamento proprie dell’età primitiva. Facendo un parallelo: ci sono situazioni che possono ripetersi, per incapacità, per carenza di attenzione o estrema fiducia verso il prossimo, oppure, ancora, per scarsa considerazione del prossimo. E’ quest’ultimo l’errore fatale che fecero i liberali con Mussolini. I poveretti pensarono che quello fosse un incapace, un uomo che si sarebbe distrutto da solo, con scarse capacità di guida e di governo, con poco e breve appeal sulla popolazione. Le camice nere? quattro gatti!. Si sbagliavano, e quello che è successo dopo lo sappiamo tutti. Lascio a voi immaginare l’analogia ai tempi nostri, io voglio solo porre questioni, sbizzarrire idee, aprire riflessioni, anche essere contraddetta. Voglio solo ragionare.
Forse sarò un’estremista comunista, una bolscevica, una pazza che non distingue l’oggi da ciò che era ieri. Forse. O Forse sto parlando solo di una sottile analogia, di qualcosa che era dittatura, ma che adesso è qualcos’altro. Come potrebbe ripetersi la stessa identica cosa di fronte allo stesso identico popolo?
Tuttavia, le premesse sono l’esautorazione del Parlamento con l’utilizzo continuativo di decreti legge e legislativi; la mancanza di rispetto nei confronti del Capo dello Stato e della Magistratura; la scarsa compatibilità con le critiche; il pessimo rapporto con i giornali;l’oligopolio dei media; la creazione, manutenzione ed il rafforzamento di un medium televisivo di bassissimo livello, quello di una televisione commerciale chiamata a distogliere l’attezione; l’utilizzo di terminologie generaliste e leggermente populiste quali, per esempio “il popolo italiano è con noi” (come se tutti lo fossero), “i comunisti” “le toghe rosse” “gli italiani ci hanno dato la fiducia” “siamo stati votati dalla maggioranza del paese”…
Non è fascismo, figurarsi. E’ qualcosa di meglio, molto più studiato, organizzato, pensato; è qualcosa di sottile.
Forse la P2?
Ma questa è un’altra storia (Lucarelli docet)
Il Lodo Alfano si ferma alle porte della Consulta. L’organo di giudizio costituzionale ha deliberato: il decreto è incostituzionale. Spiegano i giudici, con votazione 9 a 6, che per varare un tale provvedimento è necessaria una riforma costituzionale, per la quale ben sappiano ci vuole un vot
o a maggioranza speciale. Un pò più difficile di come aveva previsto la maggioranza.
Ovviamente, e ribadisco, OVVIAMENTE, i giudici colpevoli sono ore toghe rosse, che attentano la democrazia, che sfruttano il loro potere per fini politici.
Qualcuno minaccia di portare il popolo in piazza etc etc.
Ma tutte queste sono a loro modo belle notizie. significa che, per chi ancora avesse dubbi, la magistratura ancora non è stata toccata, che l’Ometto, ancora non ha nelle sue mani Tutto. La democrazia ancora qualcuno la difende, non con le armi, non con la guerra, non cono strilli ed insulti, semplicemente con quel sacro testo che davvero è la Costituzione italiana.
La cosa più triste della vicenda è effetivamente l’incapacità di alcuni (troppi) personaggi della maggioranza ad accettare il giudizio della Consulta, dell’organo giudiziario più importante dello Stato.
Le accuse di corruzione possono anche non avere immediate conseguenze legali per Berlusconi ma danno la sensazione di un premier sotto assedio, protetto solo dalla sua influenza sui media, dalla sua ricchezza personale e dall’immunità giudiziaria (Financial Times)
A noi non resta che tirare un sospiro di sollievo, e ringaziare chi, dotato di statura politica superiore, ci ha lasciato un testo costituzionale così avanzato, semplice ed incontestabile.
SIlvio, Touchè!
L’Iran, l’America, le risorse nucleari e le relazioni internazionali
Si scopre in Iran che c’è un luogo pieno pieno di uranio per il progetto nucleare del Paese. Si scopre che di questa massa di Uranio non se ne sapeva niente e che l’America era venuta a conoscenza in tempi recentissimi di questo giacimento, quando l’Iran ne dichiara l’esistenza seguendo il comando “prevenire meglio che curare”, o in parole spicciole “meglio che l’ammetto che tanto mi han beccato”. Obama non ci sta, è stato violato un accordo nato contro la proliferazione del nucleare, e questo incrina i rapporto Usa-Iran, di fila tutti quelli con i Paesi Occidentali.
L’America di Obama ha cambiato linguaggi con tutto il mondo, e con essi ha modificato, se non ribaltato, totalmente la strategia internazionale. Piaccia o non piaccia l’America è il Paese più potente del mondo e si può stare per ore a disquisire sulla possibilità di sostituzione o affiancamento della grande potenza da parte di Russia, Cina, India, Europa; tuttavia per un simile processo ci vorranno decenni, o forse non accadrà mai. Alla fine è l’America che comanda, sono gli Stati Uniti a dettare l’agenda politica globale, la cooperazione, la guerra e la pace, il dialogo e la chiusura. Obama ha scelto la pace, l’apertura, il dialogo, la cooperazione e la diplomazia. Non bisogna però dimenticare che il presidente americano è a capo di una nazione ove germogliano le più forti lobbies militari, ed è quindi un Presidente che subisce tutte le pressioni che un “pacifista” al governo può subire in America. Se, inoltre, la sua politica di dialogo, apertura e diplomazia non trova gli stessi presupposto da parte degli altri Stati queste pressioni crescono, inevitabilmente. E cresce la paura per un’Iran con le bombe nucleari, al vertice del cui Paese c’è una coalizione di fondamentalisti islamici che con facilità possono spaventare la popolazione occidentale, ed americana in particolare.
In una simile situazione è facile intuire che ad Obama non resta altra soluzione che innescare il pugno duro, pressare l’iran affinchè si liberi del’uranio in questione. Il Presidente Americano non può dire altro che “si prenderanno provvedimenti più duri”. E questo scatena l’orgoglio iraniano di libertà ed autonomia, per far che cosa non si sa; scatena una reazione a catena che può essere risolta solo attraverso il dialogo, o attraverso la guerra. Qualcuno dice che la guerra è lo strumento principale di risoluzione delle controversi internazionali; ma c’è anche la diplomazia ed Obama forse vincerà con essa, certamente percorrerà la strada del dialogo con forza e decisione, facendo il possibile per evitare un conflitto che mette paura.
God bless America
sono cattolica! non praticante! non nutro simpatia per il clero e il “clericalesimo”. sono sufficientemente infastidita dalle verità assolute della Chiesa, dalle sue retrograde convinzioni, dalle sue sparate contro l’amore gay, contro i preservativi, contro la fecondazione assistita, contro la libertà della persona di perseguire i propri sogni e desideri. Sono contro il fatalismo cattolico, credo che l’uomo si faccia da se, con determinazione, sacrifici, e impegno. Tutto questo non mi impedisce di credere in Dio, e in Cristo.
Barack Obama si aggiudica niente meno che il Nobel per la Pace “per i suoi sforzi straordinari nel rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli”. Questa la motivazione.
ude, per la ragazza nera in tanga a cui Iacchetti tocca il sedere, non le ho sentite arrabbiarsi per Flavia Vento sotto un vetro che subiva gli insulti di Mammucari, ma ho sentito dire da quelle donne “ma la Vento è proprio stupida”. Ho sentito donne lamentarsi di Sex and the City (dove donne in carriera gestiscono la loro vita sessuale come meglio credono), ma non le ho sentite lamentarsi della strumentalizzazione delle donne nelle pubblicità, nei programmi di varietà, relegate per lo più al ruolo di vallette nude.
uomo, giovane, gay, dolcemente accompagnato dalla sua metà a tutti gli incontri pubblici; un liberale che sceglie un asiatico come braccio destro. Un liberale che ha il coraggio di diventare (?) progressista, di guardare al mondo per quello che è. Guido Westerwelle cattura la classe media, chiedendo tassazioni più basse per le piccole imprese, selezione nelle scuole per una formazione migliore, chiede anche però soldi per la ricerca nelle università pubbliche, e chiede che la differenza tra lordo e netto negli stipendi sia ridotta di molto. Dimostra al mondo che anche un uomo di destra può tutelare gli interessi delle minoranze, perché Lui ne fa parte. Il segretario dell’FDP fa una campagna elettorale che cattura la popolazione, che dimostra di aver avuto orecchio verso i suoi bisogni, e vince.