Caro Nichi, Caro Gigi
Caro Nichi, Caro Gigi,
ho quasi ventisei anni, mi sono laureata con il massimo dei voti, e sono disoccupata. Ma questa non è la mia storia, questo non è il mio problema. Quella che vi scrivo è la storia di centinaia, migliaia di giovani.
Dicevo “ho quasi ventisei anni” perchè a giorni sarà il mio ventiseiesimo compleanno, e a quasi ventisei anni, se possibile, mi sento già una fallita.
Sento di aver fallito il mio obiettivo, perchè mi sono impegnata, ho studiato, ho imparato, e ho messo le mie competenze al servizio del Paese, ma il Paese non le ha volute. Il Paese si disinteressa quotidianamente da almeno dieci anni di centinaia, megliaia di giovani preparatissimi, e sacrifica il suo futuro. Non bastano le decine di manifestazioni che ogni anno si fanno, noi siamo invisibili.
Caro Nichi, Caro Gigi, fosse il futuro il problema dei giovani mi sentirei sollevata, sapevo già che non avrei avuto un futuro certo, sapevo già che non avrei mai avuto un lavoro a tempo indeterminato, sapevo già che non avrei avuto previdenza sociale e pensione garantita. Sapevo anche che difficilmente mi sarei potuta permettere una casa dignitosa e sapevo bene che avrei dovuto raccogliere a mani piene tutto il mio coraggio per mettere al mondo una nuova vita. Con tutto ciò mi ero già confrontata e lo avevo in qualche modo, per qualche assurda ragione, anche accettato. Ciò con cui non avevo fatto i conti era la negazione del presente.
Negazione del presente di cui nessuno parla.
Non ho mai pensato, neanche per un istante, che impegnandomi e ottenendo i massimi risultati accademici, facendo due stage, per quanto brevi, in istituzioni di un certo rilievo, interessandomi politicamente nella mia città, prendendomi pure la briga di fare la portavoce politica, sarei rimasta disoccupata. Non ho mai preteso nulla dal mondo del lavoro. Sono di Sinistra, non credo nell’arricchimento personale, non credo nella rincorsa al Dio Denaro, non credo nel carrierismo fine a se stesso. Ciò che ho sempre desiderato è fare un lavoro di cui poter andare fiera (moralmente), inerente ai miei studi, ricevendo in cambio uno stipendio dignitoso. Eppure chiedere questo, nell’Italietta mediocre dei furbetti, è come chiedere la luna.
Ho avuto il mio treno. Il mese scorso. Ho sostenuto un colloquio di lavoro per il lavoro dei miei sogni. Ciò per cui ho studiato, ciò che mi appassiona in modo forte, vorace, ipregnando il mio modo di pensare. Ho avuto il mio treno perchè mi hanno ricontattato per il secondo colloquio. Ho detto NO! Perchè ciò che mi hanno offerto è il lavoro dei miei sogni condito con rimborso spese sul biglietto del treno per raggiungere la sede di lavoro (40km) e ticket restaurant giornalieri per un totale di ben 4.70 euro al giorno circa. Capisco che al Parlamento si possa gustare un branzino in crosta a 3 euro e 50 ma nella vita vera non funziona così. E’ passato il treno e non sono salita, e sono ancora qui a chiedermi se ho fatto bene o no. E il signor Feltri, ben accompagnato da molti altri acuti pensatori di destra e di sinistra, potrà anche andare in televisione a dire che noi giovani siamo viziati e non siamo disposti a sacrificarci,che suo nonno di sacrifici ne ha fatti stando zitto e muto, ma io ho detto no. Ho detto no perchè il mio tempo ha un valore, le mie competenze hanno un valore, la mia dignità non dovrebbe avere prezzo.
Un Paese civile, caro Nichi e caro Gigi, impedisce ai propri giovani, di subire tanta umiliazione. Di subire quotidianamente l’umiliazione di osservare impietriti l’incompetenza al governo, della propria Regione, Provincia, Città o Paese dove siedono gli scranni molto ben retribuiti i figli di…, gli amici di…, le amiche di… E non sto certo dicendo che sono tutti così, non sto certo dicendo che la Politica fa tutta schifo: io e l’antipolitica siamo molto lontani, non la passione per la democrazia, per la giustizia, per la meritocrazia.
Euppure io sono tra i fortunati. Ho due genitori meravigliosi che mi mantengono e mi assicurano un tetto sulla testa , cibo, vestiti puliti, qualche soldo in tasca. Due genitori meravigliosi che si sono sacrificati per farmi studiare, che hanno investito le loro pensioni sul mio futuro e su quello di altri tre figli, ed io non sono certa di poterli ricompensare di tale sacrificio. Sinceramente, sono quasi certa che non li ricompenserò a dovere, e non perchè io non lo voglia, ma perchè questo Paese me lo impedisce. Sono fortunata perchè non sono obbligata per ora, ad accettare qualunque tipo di lavoro, perchè ci sono loro, che mi tutelano e mi proteggono ma vi chiedo: riuscite ad immaginare quanto sia umiliante vivere sotto l’ala protettrice di mamma e papà a ventisei anni?
Sono viziata, sono cresciuta nel benessere, come i centinaia di giovani che vivono la mia stessa situazione. Non voglio fare l’impiegata in uno studio di avvocati, o di commercialisti o chicchessia perchè non è per questo che ho studiato. Non è per questo che i miei gentiori hanno speso un minimo di 20mila euro (retta + libri + abbonamenti treno/metro all’università pubblica). Non voglio farlo non perchè si guadagni male, perchè probabilmente guadagnerei di più così che inseguendo i miei stupidi sogni, ma perchè non è giusto!!
Sono viziata?! Forse si, ma nessuno mi ha mai regalato niente, i miei risultati sono frutto del mio impegno, della mia determinazione. Ed ora voglio il mio rimborso. Voglio un lavoro, voglio la mia dignità, voglio solo ciò che mi merito.
Ora presento il conto, e lo presento a voi.
A voi, perchè in voi ripongo quel poco di fiducia che mi è rimasta verso la politica.
Qualcuno si arrabbierà leggendo questa lettera, perchè non cito operai e la working class; qualche impiegato laureato si sentirà offeso e penserà “ma chi cavolo si crede di essere questa?”.Ciò nonostante credo che molti altri si sentono esattamente come me. Io scrivo ciò che so, e so che sono cresciuta tra mille sogni e mi sono svegliata nel mondo reale. Datemi il tempo di farci l’abitudine.
Figlia di mio padre
Provo ad ignorare le offese personali, provo sempre a sorpassare ogni futile giudizio, ma quando vengo attaccata perchè sono figlia di mio padre davvero non riesco a digerirlo. E non è una questione di famigggghia, non è nemmeno questione di onore, è il principio che mi urta.
I benpensanti del centrodestra gallaratese mi attaccano (ed è la seconda volta pubblicamente) perchè io sono la figlia del presidente dell’ANPI cittadino, e contemporaneamente sono una piccola microscopica esponente della vita politica gallaratese. Pare, a sentirli, che se tuo padre è politicamente impegnato tu debba farti da parte, oppure debba farsi da parte lui. Il qualunquismo e la superficialità, nonchè la poca, pochissima, quantità e qualità di informazioni di cui questa gente dispone infastidisce. Nelle loro teste funziona più o meno così: se sei di sinistra e sei impegnato e tuo padre è anch’egli impegnato politicamente tu sei un cretino indottrinato e irrigimentato. Mentre se sei di destra e sei figlio foss’anche di un evasore fiscale, di un truffaldino o di un ladro di stato, beh “lasciate stare i figli, loro non c’entrano”. Sono sempre stata contraria al nepotismo al contrario, quello secondo cui se hai un cognome noto significa che sei raccomandato. Figuriamoci quando tocca a me, che so quel che vivo, so perchè lo faccio, so quanto impegno ci metto, il fastidio che mi da.
Ebbene sono orgogliosa figlia di degno padre. Sono cresciuta ritenendo la politica un bene comune, da preservare e tutelare; sono cresciuta pensando che la democrazia sia la miglior forma di governo esistente; sono cresciuta nella consapevolezza che ogni mio diritto deriva dalla Costituzione Italiana, che deve essere difesa con forza e determinazione. Sono cresciuta anche credendo che Berlinguer era una persona meravigliosa (ed io mi chiamo Enrica in suo onore) ma non ne capivo fino in fondo il motivo. Sono cresciuta nella consapevolezza che pagare le tasse è bello, che evaderle è delinquenza e non furbizia.
Poi ho studiato, ed ho imparato ancora che Karl Marx è il più grande filosofo economista di ogni tempo e che senza di lui il caro amico capitalismo sarebbe materia oscura; ho anche finalmente capito perchè Berlinguer era una brava persona. Ho imparato che essere partigiani significa stare da una parte, scegliere, esporsi. Ho imparato che tante volte non sono d’accordo con mio padre, ma che le basi che lui mi ha fornito che sono quelle della democrazia, della legalità, della responsabilità, dell’impegno, e della passione, sono state e rimarranno indispensabili per le mie conoscenze future.
Sono figlia di mio padre. Ebbene si
il giorno dopo il 25 Aprile
Accade che il giorno dopo il 25 Aprile appare su tutta la stampa locale una dichiarazione di Alessandro Petrone, capogruppo uscente del Popolo della Libertà gallaratese. Accade che questa dichiarazione ufficiale fa venire i brividi, un po’ di tristezza, e tanta rabbia. L’esponente del partito dell’amore non ha tardato a polemizzare, senza alcuna conoscenza dei fatti, come spesso gli succede, su una festa di popolo. Alessando Petrone, esponente di primo piano del Popolo della Libertà, dopo aver denominato su una bacheca pubblica di facebook la consigliera Cinzia Colombo “quell’essere”, dopo aver l’anno scorso proposto di sostituire Bella ciao con Il Piave confondendo la Resistenza con la Prima guerra mondiale, ad essa antecedente (lo spiego a Petrone perché credo che i lettori abbiano ben chiare le date), quest’anno si permette di dare della fascista all’oratrice ufficiale dell’Anpi al 25 Aprile.
Sono Ilaria Mascella e sono portavoce di Sinistra Ecologia Libertà a Gallarate, ma sono anche membro attivo della sezione ANPI di Gallarate. Naturalmente sono anche figlia di mio padre, per chi volesse porsi domande. Conosco le polemiche che seguiranno a questo mio triplice ruolo, “è una vergogna” urlerà qualcuno “che la stessa persona sia rimandabile ad un partito e ad un’associazione”. “E’ una vergogna” mi unisco al coro. È vergognoso che l’antifascismo sia un valore fondante solo e soprattutto per la sinistra (nel suo più ampio termine). È una vergogna che io debba sottostare a tali critiche perché faccio ciò che mi piace fare. Scindo molto bene i miei ruoli, e mai mi vedrete approfittare dell’uno o dell’altro. Detto questo voglio rispondere al signor Alessandro Petrone, e voglio rispondere a titolo personale, ma in relazione al mio duplice ruolo.
Come portavoce di Sinistra Ecologia Libertà mi domando, e domando ai cittadini tutti, quale amore può spingere il signor Alessandro Petrone ad utilizzare certi epiteti. Domando ai cittadini, se è il caso di votare per una persona che da capogruppo uscente in Consiglio Comunale del PDL, quando parla non sa nemmeno di chi parla. Gaia Angelo non è iscritta a Sinistra Ecologia Libertà, e non ricopre alcun ruolo all’interno del partito di cui posso essere orgogliosa portavoce. Tuttavia, ammetto che mi spiace che una ragazza così in gamba, capace di tanto equilibrio e di tanta passione non sia membro effettivo del partito che rappresento.
Come membro dell’Anpi voglio illustrare al signor Alessandro Petrone cosa sia quest’associazione e di cosa vive. L’Anpi vive di passione e di impegno politico (e non partitico, lo spiego a Petrone perché potrebbe non immaginarne la differenza). Passione ed impegno di molti militanti, partigiani di un tempo e partigiani di oggi. Alcuni dei partigiani di oggi hanno tra i 20 e i 30 anni, e ieri mattina si sono svegliati alle 6.30 per gonfiare i palloncini che danno colore a questa festa meravigliosa che è il 25 aprile. Lo facciamo per amore e passione, perché crediamo nell’antifascismo. Lo facciamo, non certo per una poltrona, e tantomeno per apparire sui giornali, visto che nulla (a ragione) ci è riconosciuto nominalmente. Invito il signor Alessandro Petrone, che in periodo di campagna elettorale ci tiene così tanto a questa Festa della Liberazione, ad iscriversi all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, per dimostrare alla cittadinanza tutta che lui crede in questa che ha definito “festa di popolo” e che secondo lui noi rendiamo “comizio di partito”. Lo invito il 25 aprile prossimo a svegliarsi insieme a me e agli altri ragazzi alle 6.30 per gonfiare i palloncini. Non avrà però il suo nome stampato, né sulle automobili, né sui palloncini.
Ilaria Mascella
Antifascista di sinistra
Gallarate in Mostr(o)
cemento e altre scelte
Ancora oggi rimango perplessa e stupita quando sento che c’è chi è soddisfatto dei 10 anni di governo Mucci in città. Credo che non mi ci abituerò mai. So bene di vivere in una zona ostile, ci sono cresciuta e so con chi ho a che fare, tuttavia so anche che non riuscirò a farmene una ragione; e mi domando perchè?! perchè la gente si ostina a votare centro-destra quando, senza alcuna necessità di scavare fino in fondo,semplicemente percorrendo in macchina la città possono rendersi conto di quale dissennata politica sia stata attuata?! Cemento, cemento e ancoracemento. l’alternativa? Mattoni e materiali ecosostenibili.
Che poi cosa c’è di ecosostenibile in una casa o in una palazzina di legno o di quel che volete quando essa si sostituisce a un campo verde?!
E poi ci sono anni di dissennata amministrazione Amsc, che riesce ad accumulare più debiti di un multinazionale in fallimento.
E ci sono metodi di condivisione delle decisioni assolutamente verticali, senza alcun reale dialogo. C’è un’amministrazione che dice di voler spiegare il Pgt ai cittadini e poi lo fa in un giorno feriale al pomeriggio quando, in pratica, solo pensionati, studenti e disoccupati possono andare.
E se riesco a comprendere l’inconsapevolezza sui fatti di amsc o delle singole politiche pubbliche attuate; non riesco ad accettare lo sguardo pesante di chi pensa che io sia nel torto perchè sono di sinistra. Lo sguardo di chi, inconsciamente, si fa prendere in giro dalla piazza a pavè e dal museo maga pagato con gli oneri di urbanizzazione. Cosa sono?
In breve, semplificando, significa che io faccio il MaGa e ti faccio vedere quanto sono bravo e quanto ci tengo alla città (così tanto da farti un museo di fama nazionale e internazionale), ma quel museo ti è costato un bel palazzone da 150 appartamenti, oppure ti è costato l’ennesimo centro commerciale (perchè infondo costruire e normale, la gente non ci fa caso e a me “che me frega!”, intanto faccio vedere quante cose faccio per la città).
E’ una questione di scelte, c’è chi ne fa altre, c’è chi sceglie di preservare le proprie peculiarità architettoniche, i propri prati e le proprie culture, senza falsi slogan elettorali. Un esempio
Doc
Laureata da qualche ora in Comunicazione Pubblica e d’Impresa.
Introduzione e Conclusioni tesi “Comunicazione e Partecipazione Politica al tempo del web 2.0″:
Sinistra utile. Ore piccole in Consiglio
Lunedì scorso in Consiglio Comunale, le opposizioni hanno impedito l’approvazione lampo del Pgt. Non è stato un capriccio, o masochismo, o ancora ostruzionismo ideologico. Sarebbe stato più comodo per tutti andare a dormire un po prima, invece che alle cinque di mattina. Invece si è ritenuto doveroso lottare all’interno delle istituzioni così come lo si è fatto fuori, con mesi e mesi di Pgt in Piazza, ai gazebo, per spiegarlo ai cittadini, per dire le nostre ragioni, i nostri no motivati.
Abbiamo presentato 74 osservazioni contro lo scempio della cementificazione forzata.
Questo Pgt non lo vogliamo, come non lo vogliono moltissimi cittadini, come non lo vuole la coalizione di centro-sinistra.
Un ringraziamento alla nostra consigliera Cinzia, per l’impegno e la serietà con cui affronta il suo ruolo e la politica.
Siamo in debito, almeno di una caffettiera.
sinistra sinistra sinistra
<Sinistra, Sinistra, Sinistra>. <La sinistra siamo noi, la sinistra siamo noi>, <l’ala sinistra siamo noi, l’ala sinistra siamo noi>.<solo noi assicuriamo la tutela dei deboli e di chi è rimasto schiacciato dal capitalismo>. <cacciati dalla coalizione per motivi ancora incomprensibili>.
Sinceramente, personalmente, sono dispiaciuta dell’esclusione della federazione della sinistra, perchè sono compagni, perchè vengo da li, perchè il comunismo non è la bestia nera, non per me, perchè a livello personale ci sono persone che stimo moltissimo. Tuttavia mi risulta inaccettabile sostenere questi continui attacchi a Sinistra Ecologia Libertà Gallarate, insostenibile sopportare le parole <la sinistra siamo noi> inteso come solo noi. 
I motivi per cui sono stati esclusi li sanno molto bene, li conoscono perfettamente, ed è inutile che continuino a dire che la questione è la falce e il martello perchè quel simbolo, di lotte di lavoro e di dignità, non è un problema per nessuno, men che meno per noi di Sel. Il motivo dell’esclusione, e mi correggo AUTOESCUSIONE, è da ricrcare nell’incapacità politica di sedersi ad un tavolo di lavoro con persone di provenienza culturale assai diversa tra loro, la difficlotà di confrontarsi serenamente sui temi della campagna elettorale, in modo da spaventare chi ha intenzione di governare questa città. E per governare intendo mettere le mani sulle leggi amministrative, sul piano di governo del territorio, sull’organizzazione degli enti pubblici di competenza locale. Intendo dire trasformare una città, sulle basi dell’impegno che ci contraddistingue da due anni.
Sinistra Ecologia Libertà Gallarate, che a detta dei duri e puri non è abbastanza di Sinistra e non è in grado di garantire i valori della sinistra, in soli due anni ha fatto numerosissimi gazebo, non di propaganda, bensì di informazione, e di ascolto della cittadinanza. Sinistra Ecologia Libertà Gallarate, in soli due anni ha lottato, e con molta serietà, in consiglio comunale per difendere la città dalla speculazione edilizia, per bloccare il Pgt, per tutelare i diritti di chi vive nelle case di residenza pubblica, a difesa della scuola e dell’intervento nascosto della Ministra Gelmini. Ha difeso, e per davvero, con la presenza, la comunità musulmana e i nomadi. Solo negli ultimi mesi è scesa in piazza numerosissime volte per portare alla conoscenza di tutti il Pgt, con tanto di cartina e cartellonistica semplificata, per far capire a tutti cosa sta succedendo al nostro territorio.
Abbiamo molto ben chiaro l’avversario, e di certo non è alla Sinitra dello schieramento politico. Il nostro avversario è dall’altra parte della barricata. Si chiama Pdl, si chiama amministrazione Mucci-Bossi e chi c’è stato fin’ora. Si chiama destra e non sinistra.
Non ci stiamo a questo gioco al massacro, fatto di <io sono più sinistra di te>.
Chi ha la pazienza di visitare www.sinistrapergallarate.org può visualizzare il nostro programma elettorale, e può vedere la data in cui è stato pubblicato. Scoprirà che è di molto antecedente agli incontri con la coalizione, è di molto antecedente a queste sterili polemiche. La Sinistra è in quel programma, perchè ce lo hanno suggerito i gallaratesi, ed insieme a loro lo abbiamo costruito. Sinistra Ecologia Libertà Gallarate è garante di quel programma perchè è la primagenitrice di quelle idee. Il resto ono chiacchiere.
Non siamo bravi nei discorsi di grandi sistemi, li lasciamo alla politica nazionale, ben coscienti di quanto poco possiamo fare per combattere il precariato, la disoccupazione giovanile, la deriva populista, il capitalismo o gli attacchi ai magistrati. Manifestiamo e partecipiamo attivamente alle mobilitazioni nazionali, ma ci occupiamo del territorio, e cerchiamo di farlo con coraggio e coerenza. Chi vorrà seguirci in questo viaggio potrà scoprire un modo nuovo di intendere la politica: trasparente, partecipato, attivo, e utile.
Sinistra Ecologia Libertà è la scelta più di Sinistra e più utile che si possa fare alle prossime elezioni amministrative gallaratesi. Non siamo ne’ più ne’ meno di sinistra, e la federazione di sinistra non è ne’ più ne’ meno di sinistra di noi. Non possiamo promettere la luna, ne’ la difesa dal capitalismo, possiamo solo garantirvi solennemente lo stesso impegno e la stessa passione che ci abbiamo messo fin qua.
Che Amarezza
assistere al Consiglio Comunale cittadino (Gallarate, ma credo che qualunque consiglio vada bene) credo sia fondamentale per un cittadino che voglia votare co cognizione di causa.
Io ho assistito, ieri.
Argomento centrale: Approvazione/rigetto delle osservazione al Piano di Governo del Territorio.
ma parliamone di questo Consiglio Comunale. Non farò i nomi dei buoni e dei cattivi, sono troppo di parte per farlo, e non vorrei offendere nessuno. Mi limito a invitare chiunque voglia “giudicare” i propri rappresentanti a fare un giro nella sala delle istituzioni.
Se uno dei consiglieri parla, esponendo le proprie ragioni e la propria visione, buona parte degli altri consiglieri non presta minimamente attenzione. Così potrete osservare qualcuno che legge il quotidiano, qualcuno che gioca a computer, qualcun’altro sbracato sulla sedia. Ancora, potrete vedere scene da bar, chiacchiericci all’angolo del consiglio.
Si Badi bene, non sto facendo di tutta l’erba un fascio. C’è modo e modo di comportarsi, modo e modo di ricoprire i prorpi incarichi istituzionali, ma in tutto questo forse vi stupirà vedere un consigliere attento, interventi intelligenti, che se solo fossero ascoltati dall’altra parte politica potrebbero trovare qualche appoggio. Ma molto meglio è votare all’unanimità, senza ascoltare, senza porre minima attenzione; niente domande, niente scrupoli di coscienze, niente litigate interne al partito. Meglio filar dritto, meglio dire si (o no), secondo gli ordini impartiti.
Raccapricciante, amaro, a tratti velenoso per la democrazia.
State attenti a non far di tutta l’erba un fascio.
Ripeto, non farò nomi, non farò propaganda politica spicciola; ma per giudicare, votare, esprimere opinioni coerenti sarebbe bene che chi urla ai comunisti e ai fascisti, chi è troppo di sinistra o troppo di destra per porsi domande coscienziose, venga al consiglio comunale a farsi un giro.Ma attenzione alle certezze.
Le Ingerenze della Chiesa
Brevemente.Leggo ed inevitabilmente rifletto.
Assumendo a priori che non sopporto le ingerenze della Chiesa Cattolica nelle decisioni politiche nazionali, regionali, locali, individuali; mi domando come mai oggi metà Italia si lamenta dell’opinione della Chiesa e dell’azione dei cattolici contro determinati stili di vita (che tra l’altro qualunque essere umano normale troverebbe come minimo disdicevoli), e come mai queste stesse persone non hanno urlato all’intromissione della Chiesa nella vita privata quando si bloccava la RU486 o quando si legiferava per le coppie di fatto (fatti altamente più privati delle scelte sessuali e amorose di un Presidente del Consiglioo della Regione o di un Sindaco o di un assessore, che per scelta sono UOMINI PUBBLICI, e in quanto tali la loro vita ha ben poco di privato, a differenza della vita di un cittadino gay o di una comune donna che rifiuta la maternità).
Benpensanti di tutta Italia, dov’eravate.
Ieri a me, oggi a te. All’ingerenza o si dice si o si dice no. A prescindere dai contenuti, dalle comodità, dalle convenienze del caso.
Io dico NO. Ieri, Oggi e Domani.

